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I CD invecchiano: correte ai ripari !

 
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Inviato: Gio Nov 23, 2017 2:37 pm    Oggetto: Ads

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The Essay



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MessaggioInviato: Ven Giu 02, 2017 3:32 pm    Oggetto: I CD invecchiano: correte ai ripari ! Rispondi citando

All'epoca del vinile (non una eternità fa) ci dissero "di buttare tali dischi" perchè stava arrivando la novita:'IL CD.
Il CD letto dal LASER,avete capito bene il laser, parola che evoca il futuro,la potenza della tecnologia ,e il caxxone di homo sapiens come al solito abbocca alle sirene del marketing!

Nelle pubblicità dell'epoca ,il CD veniva messo sotto l'acqua;veniva sporcato con un pennarello...avrebbe resistito a tali traumi ..avrebbe funzionato comunque...
E adesso? Si scopre che i CD invecchiano.
In questo momento penso alle tavolette di terracotta con scrittura cuneiforme che datano oltre i 2 mila anni e non temono l'invecchiamento...non dipendono dal laser e nella loro semplicità testimoniano l'inesorabile passare del tempo.
Meditate gente meditate!

Fate attenzione ai vostri CD, iniziano a diventare illeggibili

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"L intelletto libero vuole vedere come potrebbe vedere Dio, senza un hic e un nunc, senza speranze nè timori, senza le pastoie delle credenze convenzionali e dei pregiudizi tramandati, calmo spassionato,....."!
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Rasna
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MessaggioInviato: Ven Giu 02, 2017 5:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Beh si, è vero, i cd invecchiano ma non è una cosa che si è appresa oggi, lo si sapeva già all'epoca della loro uscita (una trentina di anni fa) che la durata sarebbe stata intorno ai 5 anni. Poi l'avanzare dei processi produttivi e i nuovi rivestimenti hanno fatto si che la durata si alzasse intorno ai 10 anni. Parliamo sempre di cd che vengono usati spesso. Io ne ho alcuni che hanno appunto trent'anni e funzionano alla perfezione.
L'innovazione del cd però non è stata a discapito del vinile ma della cassetta. E rispetto a quella è stata veramente un'evoluzione, sia in termini di durata che di qualità sonora. Tra l'altro il vinile vende ancora moltissimo, perché gli appassionati lo preferiscono sia al cd che alla cosiddetta musica liquida.
Il problema comunque non era tanto per la musica ma per i dati, privati e aziendali che avevano comunque bisogno di un backup su mezzi meno sensibili. Pensa, in ambito privato, alle foto di famiglia, tanto per fare un esempio.
Io, per le foto, uso un sistema misto: ho i file su due dischi esterni e in più pago un canone per accesso al cloud dove metto al sicuro le mie foto non solo dal deterioramento del supporto ma anche da eventuali furti.
A livello aziendale, neanche adesso esiste un media eterno e infatti le aziende spendono cifre esorbitanti per i sistemi di backup.
Una volta il mezzo d'elezione erano delle cassette con capacità varia calcolata in Gb ma con due inconvenienti gravi: che le cassette sono sempre state molto sensibili alle variazioni climatiche anche minime (specie le cassette per backup, DLT o roba simile) e che l'accesso ai nastri è sequenziale. Bisogna cioè scorrere tutto il nastro fino al file desiderato per poterlo recuperare. Con il cd o i dischi questo problema non esiste più.
Sempre in ambito aziendale i cd non sono mai stati un buon mezzo per il backup, se non di piccole cose: la quantità di dati immagazzinabili è infatti davvero piccola, fino a 4,5 Gb. Considera che le cassette di tipo DLT, ormai obsolete, arrivavano tranquillamente a 80 Gb o più.

Il prossimo passo, quando potrò permettermelo, sarà di comprare un NAS per il backup casalingo (al posto dei due dischi singoli) + la copia del contenuto del NAS sul cloud.

Si lo so, potrebbero sembrare paroloni per tecnici ma non lo sono: un NAS è solo una scatola che contiene più dischi che possono essere messi in varie configurazioni. Per esempio, avendo due dischi posso far si che ognuno dei due dischi contenga una copia dell'altro. Ciò significa che se ho due dischi da 2 Tb, il mio computer vedrà solo 2 Tb perché i dati saranno scritti parallelamente su entrambi i dischi (tecnicamente si chiama mirroring o raid 1). Se se ne rompe uno, ho l'altro a disposizione.
Oppure posso scegliere lo striping o raid 0, cioè se ho due dischi da 2 Tb, il mio computer vedrà un disco da 4 Tb, cioè somma la capienza dei due dischi (ovviamente non ho la sicurezza dalla copia).
Il cloud credo lo conosciate tutti: io uso quello di microsoft che, in offerta su amazon, lo pago ctra i 30 e 40 euro all'anno e include l'abbonamento alla suite Office e 1 Tb su Onedrive.

Si, ho scritto un pippone tecnologico.... colpa tua Essay, non mi dovevi provocare su queste cose...
Very Happy Very Happy Very Happy

ahgg_bash
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The Essay



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Residenza: Alfa Centauri

MessaggioInviato: Ven Giu 02, 2017 5:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Rasna ha scritto:
Si, ho scritto un pippone tecnologico.... colpa tua Essay, non mi dovevi provocare su queste cose...


Simpatico il riepilogo che fai dei mezzi per conservare dati e la faccina che tira martellate in testa all'altro.Meno male che sembra che la possieda parecchio elastica e non dura!
Domanda:
ma il substrato di un cloud,sotto sotto cosa è?
Da profano penso ad un computer di grossa stazza.Ebbene se fosse cosi
ci sentiamo sicuri di non perdere i dati per quale motivo?Grazie anticipatamenteper la risposta!

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Rasna
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MessaggioInviato: Sab Giu 03, 2017 7:32 am    Oggetto: Rispondi citando

la risposta è: dipende.

Ma prima di parlare dei diversi cloud devo spiegare cosa si intende per "cluster".
Letteralmente significa "grappolo", ma è un termine usato nel mondo dell'informatica per significare due o più computer che lavorano in sinergia. Ne esistono diverse modalità ma diciamo che, in generale, esistono due tipi principali di cluster: per la ridondanza e per il calcolo parallelo.
Un classico esempio del primo tipo è questo:

due server hanno entrambi la possibilità di accedere ai dischi (che sono in uno storage esterno. Entrambi i server sono accesi parallelamente e collegati tra loro grazie a collegamenti fisici (cavi), ed entrambi eseguono un software preposto a gestire il funzionamento del cluster. Su entrambi è installato un software (per esempio un database) che è ciò che si vuole proteggere. Solo che il software gira solo su un server. Nel caso questo server dovesse avere problemi, il sistema di gestione del cluster trasferisce il "possesso" (inteso come la possibilità di accedere ai dischi) al secondo, attiva il database e fa in modo che il secondo continui senza problemi il lavoro del primo, in modo da garantire il servizio.
Questo un sistema classico. Per esempio il sistema di ricariche telefoniche di un noto gestore (non posso fare nomi) funziona proprio così. Non sono solo due server ma sei ma il funzionamento, schematizzando, è questo.

Un secondo tipo di cluster è quello per il calcolo parallelo: due o più server sono collegati fisicamente ed eseguono parallelamente (e nello stesso momento) lo stesso software. I calcoli vengono eseguiti da entrambi per ottenere maggiore potenza. Classico esempio è il CERN di Ginevra, che usa migliaia di computer (non server, parliamo di normali computer) che, insieme, riescono a raggiungere una capacità notevolissima di calcolo.

Ora, detto questo, posso dirti che il cloud di Google (Google Drive) al quale noi europei accediamo si trova fisicamente in Irlanda ed è costituito da un cluster ibrido (cioè che fa sia calcolo parallelo che ridondanza) di piccoli server economici composti da due processori, due dischi e un sacco di memoria. Questi sono gestiti da un Linux customizzato da Google, un software di cluster sempre proprietario (cioè scritto da loro) e un sacco di altre cose carine sempre sviluppate in casa.
I dati però non sono scritti come su un normale computer di casa ma sono distribuiti tra vari spazi di storage. In pratica quando tu salvi un file sul tuo computer di casa, questo viene scritto in unità di allocazioni più o meno contigue sul tuo disco. Il software di google invece scrive un pezzo qui, un pezzo lì ed ha un sistema che duplica queste informazioni non solo su vari dischi dello stesso datacenter, ma addirittura in datacenter che possono essere in tutto il mondo.
Quindi anche se un intero datacenter dovesse venir distrutto da un cataclisma naturale le informazioni possono comunque essere recuperate.

Altri gestori di cloud usano sistemi simili ma basati su programmi diversi o su hardware di produttori noti (quello di Google è fatto in Cina) ma ormai il funzionamento è più o meno quello per tutti.
Io ho scelto Microsoft perché ha un abbonamento (Office 365 peronal) che seppure costi 69 euro all'anno, lo si trova in offerta su Amazon a cifre molto più basse, specialmente al black friday o al cyber monday. Una volta sono riuscito a pagarlo anche 24 euro.

Ovviamente il cloud si basa interamente sulla connessione ad internet, il che vuol dire che l'esperienza d'uso può anche essere frustrante per chi ha connessioni lente. Pensa che in passato usavo un altro provider e per caricare circa 300 Gb di foto ci ho messo più di tre mesi usando la mia ADSL. Ora, oltre all'adsl, uso un collegamento 4g (Alternatyva, che usa wind, traffico illimitato per 20 euro al mese... è la classica "saponetta" che si può portare in giro) che seppure abbia un sacco di difetti, di notte va come la fibra e senza mettere limiti in upload.

Anche da un punto di vista del sofware, il cloud può essere gestito in modo davvero facile. Windows, nella versione 8.1, aveva una cosa chiamata placeholders: praticamente una normale finestra di "esplora risorse" ti faceva vedere il tuo cloud come se fosse una cartella locale, comprese le minuature delle foto. Poi, dato che la gente faceva [CENSORED] perché non riusciva a capire cosa fosse solo sul proprio pc, cose solo sul cloud e cosa su entrambi (si poteva impostare questa cosa), Microsoft ha deciso di rimuovere questa funzionalità su Windows 10. Ma tornerà rinnovata nella versione che uscirà in autunno di Windows 10 chiamata Fall Creator Update.
Dropbox già ha una funzionalità simile mentre Google ancora no.

Immagino che per l'informazione che più ti interessa sia la sicurezza dei dati. Diciamo che io ritengo più probabile che ladri entrino in casa e rubino l'attrezzatura elettronica (dischi di backup inclusi), piuttosto che un provider di cloud perda i dati.
In merito ai dubbi sulla sicurezza posso dirti questo: si, proabilmente sia google che che Microsoft che tutti gli altri fanno una sorta di profilazione sui tuoi dati, forse anche una schedatura delle foto (ma rimangono provate cmq). Ma l'unico modo che esiste per impedire questo è pagare un cloud tipo Spideroak (che avevo in passato) che funziona così:
sul tuo computer c'è un software che prima di caricare i file li cripta con un algoritmo molto sicuro. Solo dopo carica i file che sono criptati e non accessibili al provider. Però ci sono degli inconvenienti: il primo è che se carichi delle foto poi non le puoi vedere. Poi che se accedi all'interfaccia web (da un telefonino per esempio) devi immettere la password che il server deve per forza tenere in memoria per tutta la sessione. Questo vuol dire che mentre quando accedi dal pc di casa la password rimane solo sul tuo pc, se lo fai dal browser gli dai la password e a quel punto non serve più a nulla. Io l'ho usato per un paio di anni, solo che per me era troppo scomodo perché non ho documenti riservati ma praticamente solo foto di famiglia che non voglio perdere e alle quali voglio poter accedere anche solo per visualizzarle quando mi pare. Inoltre i telefonini non hanno potenza di calcolo sufficiente per eseguire il processo di criptaggio e decriptaggio dei dati, quindi li puoi usare per vedere cosa c'è dentro (ma non accedere veremente al file, cioè non vedere la foto ma solo il file)... praticamente inutile.

Alla fine, bando alle paranoie, ho preferito andare sull'economico e pratico, tanto tutta la mia famiglia è già schedata visto che abbiamo tutti il passaporto.

Spero che sia tutto chiaro ma se hai curiosità o vuoi approfondire basta che me lo dici.
Ciao
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MessaggioInviato: Sab Giu 03, 2017 7:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Chiaramente ho usato concetti semplici, in realtà la cosa è tecnicamente molto complessa e anche molto più variegato di come ti ho illustrato... ma non credo ti interessino i tecnicismi pieni di acronimi.

Mi sono anche accorto di aver dimenticato di dire una cosa: ovviamente i cloud fatti per aziende sono più sicuri perché anche se l'interfaccia sembra simile, usano in realtà sistemi diversi.
Per esempio il cloud di Microsoft (ma vale anche per gli altri) in versione business, anche se esteticamente sembra uguale, usa un sistema del tutto diverso per gestire l'archiviazione che è non solo più sicuro ma offre funzionalità più complete che, però, per un utente domestico sono poco utili.

C'è da dire una cosa: se un giorno un provider ammettesse di aver perso i dati di qualche utente, perderebbe in un secondo la maggior parde dei propri clienti perché queste cose si basano interamente sulla fiducia. bsta fare un passo falso e perdono tutto. Per questo sono certo che la possibilità di perdere i dati sia remota, a meno di cataclismi mondiali.
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The Essay



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MessaggioInviato: Sab Giu 03, 2017 5:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Rasna ha scritto:
cut...Spero che sia tutto chiaro ma se hai curiosità o vuoi approfondire basta che me lo dici.
Ciao


Ciao!
La tua spiegazione è stata più che molto chiara;l'abilità del tecnico deve essere qualla di snocciolare un problema con parole semplici ad un non cultore della materia,quindi non ci interessano sigle ma il concetto di come girano le cose su di un certo argomento.
Se noti anche il sottoscritto su alcuni argomenti di tipo scientifico ha cercato di far capire il succo; che la realtà sia più complessa è ovvio.
Mi ero posto il problema della sicurezza dei dati,non nel senso di ruberie da parte di ladri ma di semplici ed ipotetiche sbirciatine magari di curiosi...in caso di clienti particolarmente creativi!
Bye

P.S.:quando parli "di saponetta" della Wind intendi un router portatile?
A titolo di curiosità se la risposta fosse positive,domanda:
se sei su di un treno e varchi i confini nazionali sai per caso
cosa accade in termini di costi?Da metà giugno mi pare che con la telefonia in Europa rimarranno all'incirca le stesse spese del provider italiano!Ti chiedo se per caso sai qualcosa sui costi dell'uso della rete con un router come il tuo!Grazie

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MessaggioInviato: Sab Giu 03, 2017 7:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Onestamente non mi sono mai posto il problema.
Si, comunque parlo di un router portatile 4g.
Nel mio caso bisogna vedere quali accordi Alternatyva ha con la Wind.
Ma se uno ha un router portatile dei gestori principali credo che sia abbastanza facile verificare... d'altro canto dentro c'è una normalissima sim.

Sui router portatili aggiungo questo: il traffico è fortemente limitato, specie se si usano operatori virtuale come me. Il fatto è che se lasciassero la connessione libera si ritroverebbero con problemi di saturazione e non avrebbero banda per tutti. Allora attraverso i loro router limitano la velocità. Ma ci sono delle eccezioni: se si usa una vpn le cose cambiano perché i router non possono identificare il traffico e bloccarlo. Io infatti la uso per lavorare da casa e ho piena velocità sempre. Ma se lo uso durante il giorno (o peggio la sera) per vedermi un film su Netflix, col cavolo che mi danno banda piena. Però di notte, tra l'una e le sei e mezza, va che è una meraviglia.
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MessaggioInviato: Mar Giu 13, 2017 11:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

mannaggia a te Essay, adesso inizio a temere per i miei dischi (masterizzati) della playstation2

Confused Confused Confused
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Rasna
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MessaggioInviato: Mer Giu 14, 2017 5:26 am    Oggetto: Rispondi citando

Ma Spada, non c'è bisogno di temere. Prendi il cd e crei un'immagine iso che tieni sul computer come backup.
Per farlo basta usare un qualsiasi software di masterizzazione, solo che al posto di copiare gli dici di creare un'immagine. Et voila il tuo cd in formato elettronico. Se si rompe il cd basta prendere un cd vergine e ci metti dentro l'immagine ed il gioco è fatto Wink
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SpadaccinoNero



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MessaggioInviato: Gio Giu 15, 2017 4:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Rasna ha scritto:
Ma Spada, non c'è bisogno di temere. Prendi il cd e crei un'immagine iso che tieni sul computer come backup.
Per farlo basta usare un qualsiasi software di masterizzazione, solo che al posto di copiare gli dici di creare un'immagine. Et voila il tuo cd in formato elettronico. Se si rompe il cd basta prendere un cd vergine e ci metti dentro l'immagine ed il gioco è fatto Wink


ottima idea Cool
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